Governo ha recentemente incassato la fiducia alla Camera sul nuovo Decreto Bollette 2026, un provvedimento massiccio da circa 5 miliardi di euro che punta a stabilizzare il mercato energetico e a sostenere il potere d’acquisto di famiglie e imprese. Come studio professionale, riteniamo fondamentale analizzare queste misure, poiché introducono novità che spaziano dai bonus immediati in bolletta fino a variazioni significative dell’aliquota IRAP per le aziende del settore.
1. Sostegni diretti alle famiglie: bonus sociale e contributi straordinari
La misura più immediata riguarda il bonus straordinario una tantum di 115 euro, destinato ai cittadini che già beneficiano del bonus sociale elettrico. La novità rilevante per i contribuenti è l’automatismo: il contributo verrà accreditato direttamente nelle fatture energetiche senza necessità di presentare alcuna domanda burocratica.
I requisiti di accesso restano legati all’ISEE:
- Soglia standard: fino a 9.800 euro circa.
- Famiglie numerose: la soglia sale a 20.000 euro.
Inoltre, per la prima volta, il bonus sociale viene esteso anche agli utenti del teleriscaldamento, colmando un vuoto normativo che penalizzava milioni di utenze.
2. Il “Bonus Volontario” per il ceto medio
Per le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro (escluse dal bonus sociale ordinario), il Decreto introduce un meccanismo inedito: uno sconto “volontario” erogato dai fornitori di energia. Sebbene non sia un obbligo di legge per le aziende, Arera regolerà i parametri di applicazione. Questo strumento rappresenta un tentativo di proteggere la fascia media della popolazione dai picchi di costo, ma l’effettiva applicazione dipenderà dalle politiche commerciali delle singole compagnie.
3. Stretta al telemarketing e tutela del consumatore
Una delle novità più attese riguarda la lotta al cosiddetto “telemarketing selvaggio”. Il decreto impone il divieto assoluto di sollecitazioni telefoniche o via messaggio per la vendita di contratti luce e gas, a meno che non vi sia un consenso esplicito e preventivo del cliente o una sua richiesta diretta di contatto.
- Nullità dei contratti: Qualsiasi contratto stipulato tramite chiamate da numeri non identificabili sarà considerato nullo.
- Onere della prova: Sarà l’azienda a dover dimostrare la legittimità del contatto commerciale, pena il blocco delle linee da parte dell’Agcom.
4. Impatto per le imprese: aumento IRAP e sostegno alle rinnovabili
Sul fronte aziendale, il decreto agisce con una logica di redistribuzione. Per finanziare gli aiuti alle famiglie, è stato previsto un aumento dell’aliquota IRAP di 2 punti percentuali (dal 3,9% al 5,9%) per gli esercizi 2026 e 2027, limitatamente alle imprese del comparto energetico che hanno registrato extra-profitti negli ultimi anni.
Parallelamente, per il resto del comparto industriale, il provvedimento prevede:
- Riduzione degli oneri di sistema sul gas.
- Semplificazioni burocratiche per l’allacciamento di impianti a energie rinnovabili.
- Incentivi rimodulati per le bioenergie, nell’ottica di una transizione energetica più sostenibile ma pragmatica.
5. Strategia energetica: il rinvio del carbone al 2038
Infine, un punto di forte discussione politica e tecnica riguarda il posticipo della chiusura delle centrali a carbone al 2038. Questa scelta, dettata da ragioni di sicurezza nazionale e stabilità dei prezzi in un contesto internazionale incerto, trasforma le centrali esistenti in una “riserva strategica”. Sebbene criticata sul piano ambientale, la misura mira a evitare shock improvvisi sull’offerta di energia che potrebbero riflettersi negativamente sui bilanci di imprese e famiglie.
